Il Calcio in Rosa: Noemi Monetini

Negli ultimi anni il calcio femminile sta acquisendo sempre maggiore importanza e visibilità. La risonanza ottenuta dall’ultimo Mondiale, disputatosi in Francia la scorsa estate, è stato un importantissimo traguardo raggiunto dalle donne che giocano a calcio, che adesso sperano di ottenere la qualifica di professioniste.

Noi di MagicFanta da tempo avevamo in mente di creare una rubrica che desse il giusto spazio al calcio femminile e, per il secondo episodio di “Il calcio in rosa”, abbiamo scelto la giovanissima Noemi Monetini, difensore del Perugia.

Ciao Noemi e benvenuta su “Il calcio in Rosa! Grazie per aver accettato il nostro invito.

Buongiorno a tutti e grazie a voi per avermi invitato.

Il calcio femminile, come qualsiasi altro sport, al momento è fermo a causa del Covid 19. Come stai vivendo questo stop forzato?

Questo stop forzato ci ha sorpreso un po’ tutti, siamo stati costretti a cambiare le nostre vite, le nostre abitudini da un giorno ad un altro e devo dire che la cosa che mi manca di più è proprio il calcio, le mie compagne, gli allenamenti e le partite la domenica. Da quando sono state sospese tutte le attività sportive, io e le mie compagne ci stiamo allenando a casa, tramite programmi che lo staff ci invia telematicamente. Questo ci permette così di rimanere in contatto e di non perdere gli allenamenti. È una situazione molto difficile e strana per tutti, speriamo di poter ritornare al più presto, in qualche modo, alle nostre vite.

Quando hai capito che il calcio era lo sport adatto a te?

Ho iniziato a giocare all’età di 4 anni con i maschi e da allora non ho più smesso. Mi è piaciuto da subito e credo sia stato proprio questo sport a formare la persona che sono ora. Ho capito immediatamente che era lo sport adatto a me, perché me ne sono innamorata follemente e, fortunatamente, devo ringraziare mio padre che mi ha incoraggiato e sostenuto nel portare avanti questa passione, nonostante le difficoltà che una donna possa avere (per giocare in una squadra tutta femminile, all’età di 14 anni, facevo insieme a lui più di 100km per andare ad allenamento, abitando molto lontano). Il calcio non è semplicemente uno sport, il calcio ti insegna tante cose, a partire dalla disciplina, all’impegno, al lavoro di squadra, al sacrificio, ti insegna a ridere e piangere. Insomma, personalmente mi ha trasmesso tantissimi valori per i quali sarò sempre grata.

Attualmente il Perugia è il fanalino di coda della serie B femminile. Ti aspettavi un campionato diverso?

Attualmente si, siamo ultime in classifica, sapevamo sin dall’inizio che non sarebbe stato facile essendo state ripescate all’ultimo dalla serie C. Sicuramente però potevamo ottenere qualche punto in più in alcune partite dove abbiamo giocato alla pari delle nostre avversarie. Ci siamo impegnate e ci stiamo impegnando, dando il massimo e cercando di alzare sempre di più l’asticella per cercare di migliorarci tutte individualmente e collettivamente.

Giocando da difensore hai dei modelli a cui ti ispiri?

Il modello a cui mi ispiro è sicuramente Javier Zanetti, come giocatore, ma anche come persona dal cuore immenso. Ha scritto la storia dell’Inter e senza dubbio rimane il mio idolo più grande; un vero esempio di serietà, impegno ed amore e dedizione per la propria squadra. Ho anche un altro modello però a cui mi ispiro, sebbene non faccia il difensore, stimo molto Valerio Verre. Ho avuto occasione di conoscerlo quando giocava con il Perugia e ne sono rimasta davvero colpita per la persona/giocatore che è: umiltà, talento e passione sono le parole che a mio avviso lo descrivono meglio.

Aspettative future?

Sicuramente la prima cosa che mi viene in mente adesso, è pensare ad uscire da questa situazione. Non riesco a guardare molto avanti, penso che, in delle circostanze come queste, le cose vadano affrontate step by step; pensiamo prima ad uscire dalla pandemia e poi ci concentreremo sul futuro.

Hai amicizie nel mondo del calcio femminile che giocano in serie A?

Quando penso alla serie A femminile mi vengono in mente due giocatrici fantastiche con le quali ho avuto il piacere di condividere lo spogliatoio per alcuni anni, che sono Gloria Marinelli e Luisa Pugnali. Abbiamo giocato insieme nell’AFD. Grifo Perugia affrontando campionati di serie A e serie B, e da allora mi sono rimaste nel cuore. Le stimo e gli auguro di proseguire ancora per molto su questa strada che le ha portate tanto lontano e tanto in alto.

Hai una squadra del cuore che segui nel campionato maschile?

La mia squadra del cuore è l’Inter, un amore che mi porto dentro da quando ero bambina e che mi ha trasmesso mio padre, facendomi vedere le partite dell’Inter in televisione e poi anche allo stadio; ne ricordo una in particolare Siena-Inter, dove vincemmo 1-2 e l’allenatore era Mourinho. Diciamo che è anche grazie all’Inter che mi sono innamorata del calcio.

Oltre al calcio quali interessi coltivi?

Oltre al calcio amo molto lo snowboarding e l’equitazione, che però non pratico quasi mai perché sono sempre impegnata durante l’anno con l’attività calcistica. Ho anche una passione per la fotografia che invece riesco a conciliare con il calcio e, inoltre, forse primo fra tutti, frequento l’università, mi sono già laureata in psicologia e sto proseguendo gli studi. Diciamo che la mia vita si divide principalmente in studio e calcio.

Conosci il fantacalcio?

Si conosco il fantacalcio! Mi piace ma personalmente non l’ho mai praticato in prima persona, mi è capitato però di assistere alle aste per assegnare i giocatori.

Sai come funziona?

So come funziona perché molti miei amici e anche compagne di squadra lo praticano, so che è un gioco virtuale che consiste nel gestire delle squadre virtuali, formate però da giocatori reali. So inoltre che si gioca dalle 4 alle 10 persone e che ci sono delle aste per comprare i giocatori che partono da determinati budget scelti dalla Lega del fantacalcio. So che vengono assegnati determinati punteggi a seconda delle prestazioni dei giocatori ad ogni fine giornata di campionato. Nella modalità tutti contro tutti, vince chi ha il punteggio più alto a fine campionato.

Al termine di questa piacevole chiacchierata ti ringraziamo per il tempo concessoci e ti chiediamo quali sono le tue aspirazioni per futuro?

Il mio desiderio più grande al momento è quello di uscire da questa situazione difficile per tutti il prima possibile, così da poter riabbracciare le mie compagne e tornare insieme in campo. Le mie aspirazioni per il futuro sono sempre quelle di continuare a giocare a calcio il più possibile, portando avanti questa passione che ormai pratico da 19 anni; non vorrei dover smettere mai.

Noi ti auguriamo il meglio! Un saluto per i nostri lettori?

Ringrazio tutti voi per l’intervista e per il tempo che mi avete dedicato e, soprattutto, per averlo dedicato al calcio femminile! Un saluto grande a voi e a tutti i vostri lettori.

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